Foto Gigi Cifarelli

E’ stato un privilegio ed un piacere  ospitare sabato sera all’auditorium S. Antonio di Morbegno un grande musicista come Gigi Cifarelli. Un piacere ascoltare la sua arte sopraffina, plasmata nel corso di una lunga carriera ricca di collaborazioni con una miriade di musicisti strepitosi (M.Stern, L.Carlton, C.Corea, Robben Ford…). Sin qua nulla di eclatante; nelle varie stagioni concertistiche organizzate dall’Associazione Quadrato Magico, si sono susseguiti tanti ospiti di valore assoluto, ma il privilegio a cui mi riferisco riguarda quel quid che rende unici e speciali pochi eletti. Innanzitutto la capacità di coinvolge il pubblico per l’intera durata dello spettacolo, con ironia, giocosità ed una dialettica mai scontata, frutto di naturale improvvisazione come la maggior parte dei brani proposti. Un'altra peculiarità assai evidente, il naturale feeling  stabilito con la band, sia a livello tecnico che umano. Grande gruppo quello ammirato sul palco morbegnese. Oltre al leader ed alla sua Ibanez,  protagonista assoluta, il sassofono  di Mic Monesta, l’organo Hammond di Niccolò Cattaneo, la batteria di Enrico Santangelo e  la splendida voce di Ilaria Pregnolato. Passando in rassegna le canzoni proposte, si notano diverse dediche a musicisti amici scomparsi (altro segno di umana sensibilità). “Doctor Taylor” ritmata e con bella alternanza tra chitarra ed organo per ricordare Sonny Taylor, seguita da “Blues per Silvio Verdi” per l’amico bassista. Non poteva mancare un riferimento a Miles Davis ed allora dal cilindro esce una “So Pien”, gioco di parole in contrapposizione con la celebre “So What” di davisiana memoria. A questo punto sale in cattedra la voce cristallina della Pregnolato per  un bel tributo jazz ad “Imagine” di Lennon. “Kitchen blues” dall’album omonimo, uscito nel lontano 1991 omaggia B.B.King, come pure “Weekend in L.A.” il collega amico George Benson. L’eclettismo di Gigi si manifesta anche nelle successive songs, passando da una “Roma nun fa la stupida stasera” di Trovajoli a “When i fall in love” a ricordo di Natalie Cole, con la voce di Ilaria capace di stendere un velo di velluto sul pubblico. Magico anche l’intreccio vocale, l’alternarsi tra la calda voce di Cifarelli e quella ricca di sfumature della Pregnolato in “The long and winding road” dei Beatles ed in maniera ancor più accentuata in “Anema e core” brano della tradizione napoletana. Inarrestabile ed instancabile il gruppo si è spinto oltre le 2 ore e trenta di spettacolo regalando anche un inciso hendrixiano ed una finale “Dream Jam” omaggio ai giganti del jazz.                                                                                                

Aldo Giudici - ufficio stampa Q.M.

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