Foto Gino Paoli & Danilo Rea

Un trionfo di bel canto e pennellate di magici suoni, conditi con sapiente maestria e duttile versatilità. E’ il concerto di spessore, proposto sabato 12 novembre allo stipato Auditorium S. Antonio di Morbegno, dal  duo d’ eccezione: Gino Paoli & Danilo Rea. A loro l’ onore di aprire  la XVII stagione QM Live Festival. Un cantautore ed interprete dalla lunga e fiorente carriera musicale, Paoli,  affiancato da un pianista di  straordinario talento, Rea, che qui ritorna dopo la superba performance solistica dello scorso anno. L’ emozione aleggia tra il pubblico rapito, mentre scorrono le canzoni di una vita, presentate con classe e rispetto. Ogni brano suscita brividi, ricordi, regalando pillole di pura poesia. L’ introduzione è il degno omaggio alla Musica con la M maiuscola: “Una furtiva lagrima” ,celebre brano dall’ Opera “ L’ elisir d’ amore” di Donizzetti, cui segue il famoso pezzo “Time after time (Lucky to be loving you)” conosciuto nelle sublimi interpretazioni di Ella Fitzgerald e Judy Garland. Paoli gioca con la voce, la modula e l’ appoggia dolcemente sui versi che raccontano sentimenti, relazioni, contatti umani. Ricorda gli amici di un’ intera esistenza per bocca delle loro liriche: Sergio Endrigo“ Io che amo solo te”, poi Bruno Lauzi e Fabrizio De Andrè citati nel mix strepitoso di piano solo, con la chiusa intensa lasciata a “Bocca di rosa”, e ancora Luigi Tenco nell’ indimenticata ”Vedrai vedrai” , Umberto Bindi “Il nostro concerto”, Herbert Pagani “Albergo a ore”. “Sono rimasto solo io”- asserisce il buon vecchio Gino – “ma le canzoni restano”. Il piano di Danilo intesse trame variegate, intrecci di note e suoni dal ritmo jazzato, con richiami soul o tocchi di chiara matrice classica e  conferma il musicista vicentino, a pieno titolo, un grande dello strumento, complice la sua spiccata sensibilità melodica unita ad una capacità reinterpretativa straordinaria. Paoli è menestrello e maestro come nessuno nel narrare l’ amore, con  intensità e leggerezza, con dolcezza e riguardo, ma sempre con umana dedizione in “Fingere di te”, “Che cosa c’è”, “Sassi”, ”Sapore di sale”, ”Vivere ancora”, poi in “Passione” e “Reginella” di Libero Bovio “(atto di ossequio verso la canzone napoletana). Il finale è tutto per le celeberrime “Una lunga storia d’ amore”, “Il cielo in una stanza” e la delicata “Senza fine”, con le note ulteriori di “Ti lascio una canzone”, tributo alla platea coinvolta e felice.

Francesca Giudice – Ufficio stampa QM

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