Foto Sulutumana

Un soffio lungo due ore e più di sospiri, applausi, ovazioni: è il gradito e atteso ritorno al Teatro Frassati dei Sulutumana, degni paladini dell’ ottima musica d’autore italiana. Con loro Quadrato Magico ha inaugurato, sabato 29 ottobre, la XVII stagione che proporrà altri tre appuntamenti Live-Club sempre al Frassati e quattro appuntamenti Live- Festival come consuetudine all’ Auditorium S. Antonio di Morbegno. Colti e impegnati eppur leggeri ed ironici, scanzonati e allegri, propongono uno spettacolo avvincente, intriso di forti emozioni e pura bellezza. All’ intensa “Ribes” il compito di aprire le danze, com’è l’ incipit del cd di fresca uscita “Giù a manetta!”, prima esperienza live che racchiude i sedici, fecondi anni di attività del gruppo valassinese. Il suono appare limpido, arioso; le canzoni scorrono come suadenti melodie capaci d’ incantare il pubblico gioioso, attento e partecipe. Il sussurrato flauto di Angelo Galli “Pich”(pure ai cori e agli aggeggi) e la chitarra all’ occorrenza un po’ flamenca di Beppe Pini introducono “Viola”, eco degli esordi, cui segue una versione strepitosa di “Il temporale” con tutti gli strumenti suonati al top. Il piano di Francesco Andreotti colpisce per il tocco ora lancinante ora lieve, perfetto nell’ intreccio di corde profonde del contrabbasso di Nadir Giori; la batteria di Marco Castiglioni dona spessore, ritmo e vigore all’ ensemble. C’ è spazio anche per la sensuale “Il tuo culo” e per l’ ironica versione della popolare “Il magnano”, abilmente mixata con “La danza”; dediche su “Lo spaventapasseri” e una quasi tribale “Anam Ji”, ispirate a Syd Barrett e Tiziano Terzani e alla delicata “Di pace e di pane”, storia vera di un amico perduto sotto i bombardamenti di Sarajevo, dove Gianbattista Galli “Giamba”, voce e frontman indiscusso, esprime talento infinito e raffinata sensibilità con movenze, parole e canto. Ogni brano regala meraviglia, passione, riflessione. La penna di Giamba delinea con toccante maestria i variegati tratti umani in“Arimo”( l’infanzia), “Marta”( il passaggio dall’ adolescenza all’ età adulta),”Il mio tempo migliore” (il coraggio di vivere), “Farfala sucullo” (storia di zingari e migranti) e nei poetici racconti di vita quotidiani “La scopa della strega”, “La canzone preferita”, “Dimmi” assieme alle liriche “Pomeriggio”, “Occhi al soffitto”, presentate in perfetta versione acustica voce, piano e contrabbasso. Commuovono la struggente “Per mano”, nudo flash sul disagio mentale e sul coraggio necessario a chiedere aiuto, e la dolce favola “Guarda le stelle”, bel dipinto estrapolato dal best seller “Il piccolo principe”. Il bis è affidato alla travolgente “Appeso per la luna”, dal riconoscibile e cantilenante ritornello canticchiato assieme al pubblico in festa. Francesca Giudice - Ufficio stampa QM

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