Richard Galliano. Rassegna stampa.

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L’ applauso commosso alla memoria di Fausto Mesolella, scomparso pochi giorni fa, ospite conosciuto e apprezzato dal pubblico del QM live festival come ottimo chitarrista e persona di grande umiltà, si è fuso con quello accogliente al gradito ritorno di Richard Galliano, titolato a concludere la XVII edizione della ricca rassegna sonora proposta da Quadrato Magico.  Sabato 1 aprile, a cinque anni dalla sua ultima fortunata performance, il celebre fisarmonicista francese di dichiarate origini italiane  è tornato sul palco dell’ Auditorium S. Antonio con il suo progetto “New Musette Quartet”, una sorta di brillante celebrazione ai suoi 30 anni di attività musicale, preziosamente custodita nel doppio cd  “New Jazz Musette” di fresca pubblicazione. A dialogare con la fisarmonica c’ erano la chitarra di Jean Marie Ecay, il contrabbasso di Yaron Stavi e la batteria del figlio Jean Christophe Galliano. Il concerto è stato un incontro appassionato tra Richard e la sua platea, attenta fruitrice di note dal marchio inconfondibile. Si è aperto con l’ introversa e intensa “Spleen”, composizione degli esordi, intro perfetta alla jazzata “Fou Rire” e all’ impetuosa “Chat Pitre”, dove il ritmo indiavolato echeggiava le danze vertiginose dal sapore balcanico sulla bottoniera dello strumento. Spettacolo entusiasmante: una girandola infinita di emozioni e magia profuse con il talento sopraffino appannaggio dei grandi artisti capaci di avvolgere l’ intero, folto uditorio, dispensatore di generose e prolungate ovazioni. E’ continuato con “Laurita”, presentata come una ballad leggera su cui poggiare “Aurore”, brano d’ atmosfera eseguito con l’ accordina (strumento di fusione tra l’ accordeon e l’ armonica a bocca, dal suono dolce e malinconico): motivetto soft in crescendo con tutti gli strumenti a pieno ritmo  intrecciati e sciolti a comporre un finale delicato; poi con il gradevole “Walz for Nicky”. I pensieri sono così scivolati via, tra le sfumature e le melodie passionali create dall’ artista transalpino attorno ai ricami chitarristici di Ecay e alla solida base ritmica dettata dalle percussioni di Jean Christophe e dal contrabbasso di Stavi.  Straordinario anche nella superba versione “solo” della celeberrima “Libertango”, omaggio al suo ispiratore nonché maestro Astor Piazzolla, e nella dissonante “New York Tango”, ultimo brano prima dei due bis -applauditissimi- riservati a “Viaggio” e “ Tango pour Claude”, Richard Galliano si conferma dunque musicista sublime, capaci di coniugare magistralmente lo stile del jazz europeo al sensuale incipit del classico tango argentino, ma anche personaggio affabile e di squisita, sincera gentilezza.

Francesca Giudice – Ufficio stampa QM
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